Diario di una solerte incazzatura.

E accattatevill’e

Dopo quasi 13 mesi di onorata disoccupazione posso ben dirlo: non farò mai più il mio lavoro. Quel mestieraccio nobile e buzzurro che fu di Lucien Chardon de Rubempré, Luciano Bianciardi e Luciano Della Mea.

Di giornalismo si lotta molto poco, di certo non si campa. Pubblicherò un giorno la lista degli annunci di settore cui ho risposto e che si concludevano tutti con la stessa solfa: “mi spiace cara preparata signorina, ma cerchiamo qualcuno che lavori gratis”.

L’ultima mail di una redazione on-line la porterò sempre nel mo cuore e recita così: “dopo il numero di richieste che abbiamo ricevuto, in questo momento per noi è difficile prevedere accordi diversi. Se si apriranno delle possibilità di retribuzione ci riserviamo di fartelo sapere; e se cambi idea … sei la benvenuta”.

Sarò la benvenuta quando rinuncerò a quella forma di scortesia nei rapporti di lavoro che si chiama stipendio. Dopotutto dovrei prendere esempio dagli stuoli di neo laureati che si tuffano in redazione aggratis. Dio maledica gli stagisti. Spero che gli stagisti si rendano conto del male che fanno. Quando accettano di trasformare in una forma di desk tout court e ad ogni costo un lavoro fatto di fatica, di approfondimento e di verifica. Ricorda giovane stagista con le scarpe da tennis e il sorriso smagliante, stai abusando del cadavere di una onorata professione. Sei un gradino più in basso di Jeffrey Lionel Dahmer.

Spero, sempre meno giovane stagista, che tu abbia fatto un vantaggioso patto col diavolo. Tanto l’anima non ha valore di mercato. Come dice il mio amico Nicola, non c’è più nessuno disposta a comprarla, quando può avere aggratis quella di un mother fucking stagista di provincia.

Scritto il 7 Maggio '08 da admin, in Bianciardianamente vostra. 3 Commenti.

La dismissione

La gallina non sarà un animale intelligente, ma la sorte delle sistaz nel pollaio è una punizione un po’ eccessiva, credetemi. Non nel mio pollaio, ovviamente, dove le pennutissime Ginas trovano convenienza, cortesia e ampio parcheggio. Poi, se proprio ne hanno necessità sparano pure qualche ovetto.

Dopotutto sono ovaiole titolate, le Ginas. Vengono dritte dritte da un allevamento “biologico” dove hanno lavorato sodo sodo per un anno. Un, due, tre…Un, due, tre..Uovo, uovo, uovo….riposo…uovo, uovo, uovo….riposo….Ammucchiate in 3mila in uno splendido capannone biologico. Una sciccheria.

Poi dopo un anno di catena biologica quelle ingrate hanno iniziato a fare uova troppo grandi. Che poi si inceppano nei raccoglitori e si rifiutano di entrare nelle confezioni di cartone, tzè.

Così i loro biologici allevatori con la morte nel cuore ogni anno riempiono la provincia di cartelloni “dismissione galline euro 3″ (l’anno scorso erano due..ma sapete che c’è stata una grande moria delle vacche nel frattempo..) e mandano le pennute a nuova destinazione: pollai domestici, papponi dei cani da caccia, a seconda della fortuna individuale.

Quest’anno 5 Ginas sono state dismesse nella piccola casa nella prateria. Che fine hanno fatto le Ginas euro due dell’anno scorso?

Qusta è un altra triste storia….

ps. Come si chiama la catena bio che dismette le ginas? Beh, un aiutino: inizia per O e finisce per TO…

Scritto il 6 Maggio '08 da admin, in Uomini & polli. Nessun Commento.

Strawberry fields

Ebbene sì. Lo ammetto. Berluscuni premier. Alemanno sindaco. La Roma a meno 3. Viviamo tempi bui e io che faccio? Mi pianto le fragole. Come in un riff facile facile alla fab four. Con un grembiulino stile Judy Garland. Somewhere over the rainbooooooooooow!

Io interro fragoline. Fioriranno e frutteranno per tutto l’anno, me l’ha promesso il giovane sardo inpiegato a 5 euro lordi al vivaio di Bassano.

C’è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo. Sarà che nei miei ricordi di bambina le fragole tenevano una staggione, sarà che il sardo aveva l’aria di uno con la laurea in astrofisica e il pollice verde.

Sarà la marea nera che incombe. la vedo lambire il nostro piccolo bosco.

Ma perlomeno ci sono le fragole. Le fragole buone buone. Le fragole col limone.

A proposito, dovrei piantare un limone…

Scritto il 5 Maggio '08 da admin, in Tuscialand. Nessun Commento.

Chiasma party

C’è il sole? – chiese lei

Non per molto –disse lui.

Allora c’è, in ogni caso… lei disse.

Se non ci fosse saremmo morti darling, lui disse.

Dal momento che c’è ancora il sole siamo vivi dunque? –chiese lei.

Non per molto – disse lui.

Scritto il 24 Aprile '08 da admin, in effetto notte. Nessun Commento.