Chiasma party
C’è il sole? – chiese lei
Non per molto –disse lui.
Allora c’è, in ogni caso… lei disse.
Se non ci fosse saremmo morti darling, lui disse.
Dal momento che c’è ancora il sole siamo vivi dunque? –chiese lei.
Non per molto – disse lui.
Once upon a time in Tuscialand
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Diario di una solerte incazzatura.
C’è il sole? – chiese lei
Non per molto –disse lui.
Allora c’è, in ogni caso… lei disse.
Se non ci fosse saremmo morti darling, lui disse.
Dal momento che c’è ancora il sole siamo vivi dunque? –chiese lei.
Non per molto – disse lui.
Posted on 24 Aprile '08 by admin, under effetto notte. No Comments.
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Lo denuncia la ONG Christian Aid e la BBC: solo in evasione fiscale le multinazionali straniere in America latina rubano 50 miliardi di dollari l’anno e sono il principale ostacolo allo sviluppo.
Viene in mente la canzone di León Gieco, “de igual a igual”, nella quale l’artista argentino fa cantare ad un emigrato nel Nord del mondo: “se vuoi che io ritorni al mio paese, allora anche le tue multinazionali devono tornare indietro perché solo così saremo su di un piede di parità”.
Se fosse possibile annullare o limitare una evasione fiscale di 50 miliardi si potrebbero salvare, calcola Christian Aid, le vite di 110.000 bambini denutriti l’anno e dare loro salute, educazione ed un lavoro dignitoso. In tutto il Sud del mondo, lo afferma la direttrice della ONG britannica, Daleep Mukrji, sono 160 i miliardi di dollari di tasse che vengono eluse o evase, spesso con la complicità dei governi. E’ una cifra enorme con la quale di qui al 2015 potrebbero essere salvate le vite di oltre 5 milioni di minori ed è il quadruplo di quanto la Banca Mondiale pensa di stanziare nello stesso periodo in aiuti allo sviluppo per i cosiddetti “obbiettivi del millennio.
La ONG fa l’esempio di due comportamenti differenti in America latina: quello della Bolivia e quello del Perù. Nel primo caso, il governo di Evo Morales ha rinegoziato tutti i contratti aumentando le entrate fiscali di almeno un terzo, soprattutto nel settore idrocarburi. In questo modo ha potuto tra l’altro stabilire la cosiddetta “Rendita della dignità”, un contributo di 313 dollari l’anno a tutti i maggiori di 60 anni. Al polo opposto il Perù. Il presidente Alan García in campagna elettorale aveva sostenuto di voler rinegoziare anche lui gli accordi con le multinazionali ma, una volta al governo, ha fatto macchina indietro lasciando che, secondo Christian Aid, vi siano multinazionali che in Perù continuino a pagare appena tra l’uno e il 3% di tasse.
Va da sé che nei media mainstream mondiali, Alan García venga costantemente lodato mentre il suo omologo Evo Morales demonizzato e trattato come un irresponsabile estremista.
fonte www.gennarocarotenuto.it
GIAPPONE – Il governo è pronto a esportare 200.000 tonnellate di riso nelle Filippine. Secondo le indiscrezioni della stampa, il Giappone potrebbe mettere a disposizione dei paesi più in difficoltà, fino a 1,5 milioni di tonnellate di riso americano che giace inutilizzato nelle sue riserve, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dal governo statunitense e dall’Organizzazione del commercio mondiale. Il trattato internazionale sugli scambi firmato nel 1993, impone al Giappone di importare ogni anno dagli Stati Uniti 770.000 tonnellate di riso. Il prodotto d’importazione, tuttavia, non è mai riuscito a sostenere la concorrenza di quello nazionale, accumulandosi nei magazzini.
FILIPPINE – “L’aumento dei prezzi dei generi alimentari ha conseguenze enormi sulla condizione di povertà nelle Filippine”: è scritto in uno studio diffuso ieri dalla Banca asiatica per lo sviluppo (Adb). Le Filippine sono tra i principali importatori di riso del mondo, le persone che vivono in condizioni di povertà spendono circa il 60% del loro reddito per acquistare cibo e il governo ha stimato che un terzo dei 90 milioni di abitanti vive con meno di un dollaro al giorno. Secondo gli economisti dell’Adb, un ulteriore aumento del 10% dei prezzi può portare in condizioni di povertà tra 1,7 e 2,3 milioni di altre persone.
KENYA - L’agenzia per lo sviluppo della coltivazione del tè (Ktda) ha sospeso le importazioni di fertilizzante da distribuire ai piccoli coltivatori dopo che il prezzo del prodotto è quadruplicato in un anno. “Lo scorso anno abbia ordinato il fertilizzante al costo di 183 euro il sacco da 50 chili, ma quest’anno ci hanno chiesto 580 euro” ha detto il direttore del’agenzia. La Ktda assiste 430.000 piccoli coltivatori che rappresentano il 60% della produzione nazionale. In vista di una riduzione del raccolto, l’agenzia ha consigliato ai contadini di riservare una parte della terra a coltivazioni commestibili. [CO] (MisnA 19 maggio)
8 maggio - Washington ha deciso, dopo 58 anni, di riattivare la Quarta Flotta, destinata a pattugliare le acque latinoamericane. Con base a Mayport (Florida), questa flotta risponderà al Comando Sud degli Stati Uniti, che da Miami dirige tutte le forze militari statunitensi dislocate in America Latina. La decisione ha un peso più politico che militare: testimonia il desiderio Usa di tornare a occuparsi del proprio "cortile di casa", in questi ultimi tempi troppo trascurato. E rappresenta una chiara risposta alla svolta in senso progressista di molti paesi della regione. Ufficialmente la Quarta Flotta dovrà occuparsi di lotta al terrorismo e al narcotraffico. Ma come nota Fidel Castro sul Granma, non è un caso che la sua riattivazione sia stata annunciata poco tempo dopo l'incursione colombiana in territorio ecuadoriano, avvenuta con il supporto della tecnologia militare Usa, e mentre la politica statunitense cerca di favorire in ogni modo i progetti di disintegrazione della Bolivia.(www.latinoamerica-online.it)
(5 Maggio) I ministri del commercio dell'Asean (Associazione dei paesi dell'Asia del sudest) riuniti a Giakarta, in Indonesia, hanno concordato oggi di aiutarsi reciprocamente per fare fronte alla crisi mondiale che colpisce i generi alimentari e in particolare di stabilizzare il prezzo del riso ed accrescerne la produzione. "Garantire la stabilità del prezzo del riso è la priorità", ha dichiarato la ministra del commercio indonesiana Marie Elka Pangestu alla radio locale. I ministri hanno anche deciso che l'esportazione di generi alimentari potrà proseguire a condizione che i bisogni domestici siano soddisfatti. La ministra indonesiana ha citato il caso della Thailandia, la cui produzione di riso eccede la richiesta interna e che quindi continuerà le esportazioni. L'Indonesia invece è autosufficiente, ma non ha eccedenze. Pangestu ha poi annunciato che i ministri del commercio hanno accettato di aumentare la produzione e che questo aspetto sarà esaminato dai colleghi dell'agricoltura dei paesi membri (Birmania, Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Malaysia, Laos, Singapore, Thailandia, Vietnam). Secondo la Banca mondiale, il prezzo dei generi alimentari è praticamente raddoppiato in tre anni, provocando manifestazioni in vari paesi e restrizioni alle esportazioni in Brasile, Vietnam, India e Egitto. (ats)
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